Da un anno a questa parte non si parla di altro: Leicester City, Foxes, Ranieri. E’ chiaro che la vittoria del titolo del club inglese ha suscitato stupore in giro per l’Europa. Una squadra che, due stagioni prima lottava per la promozione dalla Championship e la stagione antecedente alla vittoria del titolo si è salvata a stento nelle ultime settimane. Facendo un attimo due conti, è l’equivalente di un Sassuolo campione d’Italia 2015/2016. Ma se analizziamo bene la situazione, la vittoria del titolo del Leicester non è così clamorosa. E vi spiego perché…

Le differenze tra i fatturati

Nel calcio d’oggi, si sa, la differenza la fanno i soldi. Più guadagni, più riesci a spendere nel calciomercato e negli ingaggi. E questo il Leicester lo sa: nel 2015, primo anno di Premier League per il Leicester, il fatturato della società ha superato i 100 milioni di sterline, più di 130 milioni di euro, conseguendo un utile di circa 26 milioni di sterline, pari ad oltre 35 milioni di euro. 35 milioni di euro di UTILE che, facendo un paragone con il Sassuolo, sono più della metà del FATTURATO dei neroverdi dello stesso anno. Spaventoso.

Le differenze tra gli stipendi

Come detto prima, più guadagni più puoi permetterti di spendere. Sopratutto negli stipendi dei calciatori. E la differenza del monte ingaggi delle due squadre ne è la prova lampante. Mettiamo a confronto i 5 giocatori più pagati dalle due società: Berardi (€1,1mln), Cannavaro (€1mln), Matri, Peluso e Consigli (€0.8mln) per il Sassuolo, Vardy, Schlupp, Fuchs(£4.2mln), Okazaki e Inler (£3.2) per il Leicester City. In poche parole, facendo due calcoli, i soli Vardy e Schlupp guadagnano quasi quanto tutta la prima squadra del Sassuolo. Non male.

Le differenze tra i presidenti

Se il gap economico tra le due società è così elevato, è anche dovuto alle ricchezze dei due presidenti: l’imprenditore Giorgio Squinzi, proprietario del Sassuolo e del Mapei Stadium e amministratore unico della Mapei, sponsor ufficiale dei neroverdi, possiede un patrimonio di circa 600 milioni di euro, acquisendo di fatto la piazza di terzo presidente di calcio più ricco d’Italia dopo Silvio Berlusconi e Andrea Della Valle. Di 3,3 miliardi di euro, invece, è il patrimonio di Vichai Srivaddhanaprabha, presidente e CEO della King Power Duty Free e capo della cordata thailandese che nel 2010 ha rilevato il Leicester.

Con ciò non voglio minimamente sminuire l’impresa del Leicester che è riuscita a farci sognare e ad abbattere i muri di milioni del Manchester City, del Chelsea, dello United etc. Voglio semplicemente affermare che, con la differenza abissale tra i fatturati, la storia nostrana è più “favola” di quella d’oltremanica. Certo, il Sassuolo non vincerà il campionato (quote stanleybet 500.0) né l’Europa League (quote stanley 50), ma teniamoci strette le favole italiane.

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